Robots.txt addestramento AI: cosa cambia per il tuo sito

Robots.txt addestramento AI: Google ha annunciato che punta a supportare un segnale unico per dire a più aziende di intelligenza artificiale se i tuoi contenuti possono servire ad addestrarle, e a te conviene capire cosa decidere prima che arrivi.
Robots.txt addestramento AI: cosa ha annunciato Google
Il 30 ottobre 2026 il blog ufficiale Google Search Central, con un post firmato da John Mueller, Google Search Advocate, ha presentato un piano: Google intende supportare un controllo condiviso per l'addestramento AI dentro il file robots.txt. In pratica è un unico segnale con cui un sito dichiara le proprie preferenze a più aziende di intelligenza artificiale insieme, in un solo passaggio.
Due frasi per chi non conosce i termini. Il robots.txt è un file di testo pubblicato sul tuo sito che dice ai programmi automatici quali parti possono leggere, un po' come il cartello all'ingresso di un magazzino che indica i reparti visitabili. L'addestramento AI è l'uso di enormi quantità di testi e pagine per far imparare a un modello come rispondere: se le tue pagine finiscono in quel materiale, contribuiscono a costruire il modello.
Google non parte da zero. Dal 2023 offre già Google-Extended, il controllo per l'addestramento AI che i proprietari di siti possono usare per esprimere la propria scelta. Il limite è che ogni sviluppatore di AI ha le sue istruzioni: chi vuole una regola valida per tutti deve gestire indicazioni separate per ciascuno. Il nuovo annuncio nasce per semplificare questo passaggio e si basa sul lavoro del gruppo AIPREF dell'Internet Engineering Task Force (IETF).
Per chi ha un'azienda la novità conta perché cambia la domanda. Finora poteva sembrare un tema da tecnici o da grandi editori, ora diventa una scelta ordinaria di gestione del sito, come decidere cosa pubblicare e cosa tenere riservato. Chi ha un sito aziendale, un blog o un catalogo prodotti prima o poi dovrà decidere cosa consentire e far aggiornare il file di conseguenza.
Come funzionerà il segnale condiviso
Il meccanismo, per come lo descrive Google, si basa su un policy token, cioè una parola chiave condivisa da scrivere nel robots.txt. Invece di inseguire le istruzioni di ogni sviluppatore di AI, usi quel token per indicare una preferenza di massima, valida per i fornitori che partecipano all'iniziativa. Il post di Google non dice quali fornitori aderiranno oltre a Google.
Il caso più semplice è il rifiuto. Se un sito usa il token per rinunciare all'addestramento e non indica nulla di esplicito su Google-Extended, Google prevede di leggere quella scelta come se il sito avesse vietato Google-Extended. Gli altri fornitori possono comportarsi in modo analogo, così puoi dire no ai fornitori che aderiranno, oppure scegliere uno per uno.
I controlli attuali non spariscono. Continuano a funzionare accanto al nuovo segnale, quindi puoi esprimere una scelta ampia con il segnale di settore e poi rifinirla per i singoli sviluppatori, Google compresa. C'è poi un dettaglio che riguarda la visibilità: secondo Google, i siti che consentono in modo specifico Google-Extended sono idonei a comparire nelle risposte e a ricevere clic tramite il grounding in Gemini Apps, cioè quando Gemini si appoggia a fonti esterne per rispondere.
Attenzione allo stato dell'iniziativa. Si tratta di una proposta in forma di bozza, che Google dichiara coerente con il Codice di buone pratiche europeo per i fornitori di modelli AI per finalità generali (GPAI), nell'ambito dell'AI Act, che riconosce il robots.txt come metodo principale per esprimere preferenze leggibili dalle macchine. L'obiettivo dichiarato è supportare il nuovo controllo, insieme ad altri fornitori, nel 2027, con aggiornamenti sui progressi. Oggi non c'è nulla da attivare.
Cosa conviene decidere sul tuo sito fin da ora
La parte difficile non è tecnica, è una scelta d'impresa. Prima di toccare qualunque file, rispondi a una domanda semplice. Vuoi che le descrizioni dei tuoi servizi, gli articoli e le schede dei prodotti possano servire ad addestrare modelli di intelligenza artificiale? La risposta dipende dal valore che quei testi hanno per te: chi vive di contenuti originali la pensa in modo diverso da chi usa il sito come biglietto da visita.
Poi c'è un punto che riguarda la visibilità. Google cita il vantaggio del grounding in Gemini Apps solo per i siti che consentono in modo esplicito Google-Extended, e il post di Google non dice che chi blocca l'addestramento ne resti escluso. Sugli effetti nel posizionamento della ricerca non ci sono indicazioni, quindi non dare per scontate conseguenze in nessuna direzione.
Come consiglio pratico, ecco una traccia di lavoro in quattro passi:
- Fatti dire da chi gestisce il tuo sito se esiste un robots.txt e quali istruzioni contiene oggi, in particolare su Google-Extended.
- Scrivi in due righe la tua posizione: consentire, vietare oppure decidere fornitore per fornitore.
- Non avere fretta di modificare qualcosa: Google parla di supporto nel 2027 e la proposta è ancora una bozza.
- Fissa una data di revisione del file, perché gli aggiornamenti annunciati da Google potrebbero cambiare i dettagli.
Il robots.txt è uno di quei file che nessuno guarda finché non serve. Inserirlo tra le verifiche ricorrenti, come quelle che trovi nell'articolo sui controlli mensili da fare su un sito Joomla, evita di scoprire per caso che dice una cosa diversa da quella che pensi.
WebG: robots.txt e addestramento AI
Questa notizia ricorda un principio che vale oltre l'AI: le regole di accesso al tuo sito sono una decisione tua, non un'impostazione da lasciare al caso. Il nostro consiglio è affrontarla con calma, partendo dall'obiettivo del sito e non dalla paura di perdere qualcosa. Se vuoi inquadrare il tema più in generale, nell'articolo su cosa cambia nella SEO con l'AI e come essere visibili trovi il contesto in cui questa scelta si inserisce.
Se vuoi un parere sul tuo caso, il punto di partenza è guardare insieme cosa dice oggi il tuo file e cosa vuoi ottenere dal sito. Non serve decidere adesso: serve sapere dove sei, così che quando il segnale condiviso sarà davvero disponibile potrai scegliere con calma e con un'idea chiara, invece di rincorrere una scadenza. Il primo confronto è gratuito.
Facciamo chiarezza prima di decidere
Articolo di Marco Galassi






