Office e Adobe gratis: alternative open source fatte dall'AI
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Office e Adobe gratis: alternative open source fatte dall'AI

| Marco Galassi | Blog
Finestre sfocate di documento, foglio di calcolo e montaggio, alternative open source a Office

WordCraft, GridCraft e FilmCraft sono alternative a Office e ad Adobe gratuite e open source, scritte in poche settimane con agenti di intelligenza artificiale e pensate per essere guidate da un assistente AI, e in agenzia le abbiamo già collegate a Claude.

Da dove arrivano le app Craft e chi le ha scritte

Dietro il progetto c'è Brandon Thomas, ingegnere del software che ha fondato ArtCraft circa un anno fa, dopo essere stato amministratore delegato di Storyteller.ai e sviluppatore in Square, come racconta l'articolo di PetaPixel del 7 ottobre 2026. ArtCraft nasce come studio per generare e comporre immagini e video con i modelli di AI e si finanzia con crediti per i modelli generativi, mentre le app di base si usano senza abbonamento.

Il motivo dichiarato è personale. Thomas racconta su Reddit che Adobe gli ha fatto pagare più volte la penale di cancellazione e di non averla mai perdonata; l'obiettivo dichiarato è offrire strumenti gratuiti e senza abbonamento. Secondo la cronologia dei repository su GitHub, il 30 settembre 2026 sono comparsi su GitHub i primi repository, con le alternative a Photoshop, Premiere, Lightroom, Illustrator e Acrobat, il primo ottobre sono seguite InDesign e After Effects, e il 7 ottobre è arrivato il turno di Office, con WordCraft per Word, GridCraft per Excel e DeckCraft per PowerPoint.

Oggi il sito getartcraft.com elenca tredici app con lo stesso suffisso: PhotoCraft, VectorCraft, FilmCraft, LightCraft, PdfCraft, EffectCraft, DesignCraft, FigCraft, WordCraft, SoundCraft, DeckCraft, CADCraft e GridCraft. Le ultime arrivate puntano a Pro Tools, ad AutoCAD e alla progettazione di interfacce, ma FigCraft nel launcher per Windows non c'è ancora: lì le app sono dodici. Stanno tutte nell'organizzazione storytold su GitHub, sono scritte in Rust e sono distribuite con licenza Apache 2.0 o MIT, a scelta di chi le usa.

Launcher di ArtCraft con le dodici app Craft, le versioni e i pulsanti di installazione
Il launcher di ArtCraft su un nostro PC: dodici app, versioni del 12 ottobre

In che senso sono rifatte dall'AI

La formula si presta a esagerazioni, per cui conviene guardare le prove. Thomas ha dichiarato di aver usato il modello Claude Opus 5.5 di Anthropic per scrivere il codice, e tiene a precisare di non essere un programmatore improvvisato ma uno sviluppatore con quindici anni di mestiere, di cui circa dieci passati su Rust. La conferma più concreta sta nei repository: molti commit portano la firma di Claude Opus 5.5 come coautore, e i progetti che abbiamo guardato contengono i file AGENTS.md e CLAUDE.md, cioè le istruzioni che gli agenti di programmazione leggono prima di mettere mano al codice.

Quelle istruzioni dicono molto del metodo. Nel caso di GridCraft l'obiettivo dichiarato è la parità con Excel, e le regole clean-room ammettono solo l'osservazione del programma originale dall'esterno e la documentazione pubblica, mentre vietano di leggere, smontare o copiare qualunque cosa dentro l'installazione di Office e di copiare codice con licenza GPL, AGPL o LGPL, come LibreOffice. Accanto agli agenti c'è una comunità di sviluppatori in carne e ossa, che in pochi giorni ha proposto centinaia di modifiche e traduzioni, alcune da contributori italiani.

Resta aperta la questione legale. PetaPixel fa notare che una reimplementazione di questo tipo dovrebbe mettere al riparo dal diritto d'autore sul codice, secondo la tesi dell'autore, ma non chiude da sola il tema dei brevetti e dell'aspetto delle interfacce, e al momento dell'articolo di PetaPixel Adobe non aveva ancora risposto. È una questione che riguarda soprattutto chi sviluppa, ma va tenuta presente, e non è ancora chiaro come andrà.

WordCraft, GridCraft e FilmCraft: cosa aprono e quanto sono pronte

WordCraft riprende la barra multifunzione di Word con stili, tabelle, revisioni e stampa unione. Apre e salva i file .docx, apre i vecchi .doc, importa ed esporta odt, rtf, html, Markdown e testo semplice, ed esporta in PDF con testo selezionabile. Gli autori stimano di essere a circa il 60% di quello che serve per sostituire Word nel lavoro vero, e mettono fra le cose da fare prima della beta la prova su documenti reali, la conservazione di grafici e SmartArt e una paginazione più vicina a quella di Word.

Documento di esempio aperto in WordCraft, alternativa a Word con i menu in italiano
WordCraft con l'interfaccia già in italiano

GridCraft lavora in formato .xlsx con formule, tabelle, grafici e tabelle pivot, legge csv e tsv e apre i vecchi .xls con valori, formule e formati numerici, ma senza formattazione e oggetti. Dichiara 513 funzioni sulle 523 di Excel, comprese LET, LAMBDA e le matrici dinamiche, e si considera pronto al 50% per il lavoro reale, con la fedeltà sui file complessi e sulle cartelle molto grandi ancora da sistemare.

Foglio di calcolo vuoto in GridCraft, alternativa a Excel con la barra multifunzione
GridCraft: barra multifunzione e celle come in Excel

FilmCraft è il programma di montaggio video, presentato come rifacimento di Premiere Pro. Importa i formati più comuni di fotocamere e telefoni, scambia progetti con XML di Final Cut, OpenTimelineIO, EDL e AAF, ed esporta in H.264, ProRes e altri formati, ma non apre ancora i progetti .prproj di Premiere. Gli autori lo danno al 56% per il lavoro reale, con la correzione colore Lumetri, le chiavi e il rendering in esportazione che girano ancora sul processore, e quindi rallentano sui girati pesanti.

Progetto di montaggio in FilmCraft, alternativa a Premiere, con timeline e anteprima video
FilmCraft: controlli degli effetti, monitor di programma e timeline

Tutte e tre funzionano su Windows, macOS e Linux e hanno una versione che gira nel browser. Le versioni escono a ritmo quasi quotidiano: WordCraft è passata dalla 0.4 alla 0.6.1 fra il 10 e il 12 ottobre, e FilmCraft la sera del 12 era già alla 0.7.2.

Il vantaggio principale è l'MCP nativo

Serve una premessa. MCP, sigla di Model Context Protocol, è uno standard aperto con cui un assistente AI come Claude si collega a un programma e lo usa attraverso strumenti precisi, per esempio aprire un file, scrivere in una cella o leggere un paragrafo. È la differenza fra chiedere all'AI di spiegarti come si fa una cosa in Excel e chiederle di farla direttamente nel foglio, mentre tu guardi e controlli.

Office e Adobe stanno aggiungendo assistenti AI sopra programmi nati decenni fa per mouse e tastiera. Le app Craft fanno il percorso inverso: in GridCraft ogni pulsante, voce di menu, finestra e scorciatoia è un comando che un agente può eseguire, e in WordCraft gli stessi 422 comandi guidano la barra multifunzione, le scorciatoie e gli strumenti per l'AI. Ogni app ha una riga di comando con un server MCP integrato, che lavora senza interfaccia sui file in background oppure collegato all'app aperta, così chi è davanti allo schermo vede l'assistente al lavoro.

Per una piccola impresa questo vuol dire poter affidare all'assistente i lavori ripetitivi sui documenti, come compilare un preventivo da un modello, riordinare un listino o preparare il primo taglio di un video, restando dentro file normali che si aprono anche con Office. Ne avevamo parlato in generale nella guida agli strumenti di AI concreti per le PMI, e qui la novità è che il collegamento c'è già, senza integrazioni da costruire.

Cosa abbiamo visto collegandole a Claude in agenzia

Il 12 e il 13 ottobre 2026 abbiamo installato WordCraft, GridCraft e FilmCraft su tre PC dell'agenzia (FilmCraft su due) e le abbiamo collegate a Claude. Gli installer per Windows sono pacchetti MSI firmati digitalmente, e il collegamento si fa con un comando: wordcraft-cli mcp per lavorare senza interfaccia, oppure avviando l'app con l'opzione di controllo e una porta, per far lavorare l'assistente sulla finestra aperta. In pochi minuti Claude scriveva e rileggeva testo in WordCraft, senza passare dal copia e incolla.

In GridCraft Claude ha scritto formule su intervalli di celle con lo strumento write_range, uno dei circa venti che l'app espone, mentre WordCraft ne mette a disposizione una quindicina. In FilmCraft l'assistente ha letto il progetto di prova; secondo il README ogni azione è un comando annullabile e c'è un'anteprima renderizzata, ma questa parte non l'abbiamo ancora provata. In WordCraft, dice il README, ogni modifica si può annullare, ed è il dettaglio che rende pratico lavorare con un assistente: se sbaglia, si torna indietro.

Abbiamo visto anche i limiti. Il collegamento in ponte funziona solo finché l'app resta aperta, e se la chiudi l'assistente perde il contatto finché non la rilanci, mentre le versioni cambiano da un giorno all'altro e ci vuole qualcuno che segua gli aggiornamenti. Il README di WordCraft avverte che su alcuni PC Windows la grafica può richiedere una configurazione a mano, e GridCraft non include caratteri propri e usa quelli installati nel sistema, per cui lo stesso file può apparire diverso da un PC all'altro.

Dove convengono oggi a una piccola impresa e dove no

Le percentuali che danno gli stessi autori sono il punto di partenza più onesto: oggi non sostituiscono Office per i documenti che contano, come un contratto con formattazione complessa o un file Excel condiviso da anni fra più uffici. Sono in fase alfa, e la compatibilità con i file reali è proprio la parte che dichiarano ancora da collaudare. Anche la lingua va controllata: WordCraft ha l'interfaccia in italiano dalla versione 0.6.1, mentre per GridCraft la traduzione italiana è proposta ma non ancora integrata.

Convengono invece per i lavori in cui conta di più far fare all'assistente che avere la fedeltà perfetta: bozze di documenti, elaborazione di listini e tabelle in .xlsx, primi montaggi per i social, conversioni in serie. La regola pratica è aprire il risultato anche in Office prima di mandarlo a un cliente. Se stai ancora scegliendo la suite per l'ufficio, il confronto fra Microsoft 365 e Google Workspace per una PMI resta il punto da cui partire, e le app Craft per ora si affiancano, non sostituiscono.

WebG: proviamo insieme dove ti fanno risparmiare tempo

Noi lavoriamo con l'AI tutti i giorni, e di queste app ci interessa soprattutto che nascono per essere guidate da un assistente. Per una piccola impresa il punto di partenza è capire quali lavori sui documenti si ripetono ogni settimana e quali si possono affidare a Claude, con WordCraft e GridCraft oppure con gli strumenti che usi già.

È lo stesso ragionamento che facciamo sulle automazioni digitali per PMI e professionisti: si parte da un processo reale, si prova su file veri e si decide con i risultati sotto gli occhi. Il primo confronto è gratuito.

Parliamone con calma

Articolo di Marco Galassi

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